Nuove prospettive e vecchie abitudini

Alert: un post un po’ cervellotico dove sono riuscita a mescolare arte moderna e ciabatte

“Distance not only gives nostalgia, but perspective, and maybe objectivity”. 

Non molto tempo fa mi era capitato tra le mani questa citazione che mi ha spinto a fare qualche riflessione. Sulla questione “obiettività”, mio caro Robert Morgan, ho qualche dubbio mentre sul resto posso dire qual è la mia esperienza ad oggi. Il fatto di vivere in una realtà diversa da quella di origine ti sfida quotidianamente a cercare delle risposte che meglio si adattino a vecchi e nuovi problemi, si abbandona ogni pretesa di semplificazione, si apprezza (molto faticosamente) la complessità. È come se data una certa immagine il processo di messa a fuoco fosse continuo, tanto nella quantità di dettagli da definire quanto nella loro profondità. E questo vale sia per quanto stai vivendo qui, sia per quanto senti sta avvenendo a casa, in Italia. 

Nella peggiore delle ipotesi questo cammino di ridefinizione di contenuti e contorni non fa altro che aumentare in maniera vertiginosa la propensione di ogni essere umano “a fare i paragoni”. Questo meccanismo spesso scatta in maniera inconsapevole, subdola, in luoghi diversi … Mentre sei al ristorante e vedi passare una pasta con le polpette, una pizza con l’ananas ed il bacon, un whisky proposto come aperitivo, oppure mentre sei al centro commerciale o dal dentista e ti accorgi che la ciabatta si è trasformata di colpo in accessorio da utile a indispensabile, un passepartout per ogni occasione e luogo.

Ecco, io ho smesso di farne uso dopo circa sei mesi che ero qui. Ho smesso perché, invece di essere utili, amplificavano la nostalgia sottolineando solo il bello ed il buono di tutto ciò che avevo lasciato a casa, denigrando qualsiasi aspetto positivo che Johannesburg ha da offrire.

Ad esempio: se da un lato la città non è famosa per la sua effervescenza culturale dall’altra può vantare sia importanti testimonianze storiche legate ad un passato poco lontano e poco lusinghiero come è stato quello dell’Apartheid, sia numerose gallerie e fondazioni private che si occupano di arte moderna. Una di questa ha la sua sede poco lontano da Johannesburg ed è, a tutti gli effetti, un enorme verde spazio espositivo, ovvero, uno Sculpture Park (http://niroxarts.com). Il parco permette la visita al pubblico solitamente nei week end oppure in concomitanza con concerti o manifestazioni enogastronomiche. È sicuramente un posto piacevole, utile per chiunque abbia voglia di scappare dal caos, dal traffico cittadino, dai centri commerciali e godersi una passeggiata in mezzo alle più varie installazioni di artisti locali e non.

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