Inside the tallest cylindrical skyscraper in Africa

I don’t want to seem vain but I got a good memory. Well, not for all kind of things, but I can keep in mind bizarre situations happened in the past or unusual things read in books or magazines for a very long time. One of those is referred to a circular building designed by Jeremy Bentham at the end of the 18th century called Panopticon. Encircling the external circumference, since it has been created for institutional purpose, there are cells. Each prisoner’s cell has one window for letting come inside the light and one grate facing the internal part of the building for surveillance purpose. The control of the prisoners is held by an inspector that lives in a tower in the middle of the structure. There is an empty space that splits merely “Cops and Robbers”. For more details see the page on Wikipedia

Ho da sempre una buona memoria. Diciamo non propriamente per tutto ma, se si tratta di ricordare cose assurde o bizzarre, devo dire di cavarmela piuttosto bene. Una di queste, che mi perseguita dagli anni universitari, è il Panopticon. Proposto verso la fine del 1700 come soluzione a problemi di tipo correttivo-disciplinare, è una struttura a pianta circolare in cui le celle sono disposte lungo tutta la sua circonferenza. Ogni cella è dotata di una finestra verso l’esterno (in modo da far filtrare la luce) e di una grata verso l’interno (per permettere il controllo dei detenuti). Il ruolo di sorveglianza viene dato ad un ispettore che risiede in una torre nel mezzo dell’edificio. Ciò che separa “guardie e ladri” è un semplice spazio vuoto. Su Wikipedia si possono trovare, oltre ad una semplice descrizione, anche alcune foto.

So, you can imagine, what has been my surprise when I discovered, in Joburg, a residential building with these features:

  • it’s a cylindrical building;
  • it has a hollow core;
  • the external part looks like a enormous window;
  • in 1998, at the lowest period of its controversial history, it was suggested to turn the building into a prison.

In addition, it’s almost impossible to ignore “Ponte”. For three simple reasons: the first one because with its 173 meters (or 54 storeys) stands, together with Telkom Tower, the city skyline; the second one because a famous telecommunication brand has an huge advertisement on top and, the third, because the building is located in one of the “no go” area in town (Hillbrow).

Ora provate ad immaginare la mia sorpresa quando ho scoperto che a Johannesburg esiste un edificio con queste caratteristiche:

  • è circolare;
  • è vuoto all’interno;
  • la facciata esterna è composta per lo più da finestre;
  • nel 1998, nel periodo più basso della sua controversa storia, si era parlato di convertirlo in prigione.

Inoltre ci sono tre ragioni per cui è impossibile ignorare “Ponte”: la prima è che con i suoi 173 metri domina, insieme alla Telkom Tower, lo skyline della città; la seconda è che il brand di una nota marca di telefonia mobile svetta poco sopra il 54 piano; la terza è che si trova in una delle zone della città in cui chiunque ti diffida dal frequentare (manco per sbaglio), cioè Hillbrow.

Perhaps, one picture is worth a thousand words.
Forse con un esempio è più chiaro.

Ponte City Apartments (architect Rodney Grosskopff)

Ponte City Apartments (architect Rodney Grosskopff)

Completed in 1975 Ponte, with its 470 flats, was the perfect living solution (exclusively for white people) nearby the Central Business District and the fashionable and glamorous neighbourhood of Hillbrow. Become synonymous of decay and criminality in the late eighties and during the nineties, a project of redevelopment has been going on for some years. Nowadays, at the base of the tower, you can easily find a grocery, a café, a hairdresser and a NGO. This community centre, named Dlala Nje, besides to organize cultural activities and games for the children of one of the most dangerous suburb, offers tour in the building and to the surroundings. After having got there, we kicked off our Saturday morning.

Ultimato nel 1975, in piena apartheid, con i suoi 470 appartamenti era ritenuta la destinazione perfetta per chiunque (a patto che fosse bianco) avesse necessità di trovare una sistemazione vicina al Central Business District (il quartiere degli affari) ma vicina all’effervescente quartiere di Hillbrow (noto per i locali alla moda e i ristoranti). Diventato sinonimo di degrado e delinquenza (leggi droga e prostituzione) a partire dalla fine degli anni Ottanta, da qualche anno sta vivendo un periodo di riqualificazione. Ora alla base dell’edificio si possono trovare numerosi negozi tra cui un alimentari, un parrucchiere, un bar e una NGO. Questa organizzazione, Dlala Nje, oltre a coinvolgere i bambini di un vicinato quanto mai problematico in attività ludico-educative, si mette a disposizione per un tour sia nel palazzo che nel quartiere di Hillbrow. Ed è da qui che parte la nostra visita.

Dlala Nje

Dlala Nje

We took the elevator until the top (in one of the flat of our guides) and this is the view …

Dopo un breve viaggio in ascensore eccoci su, in cima, nell’appartamento di una delle nostre guide.

A look inside

A look inside

A look outside

A look outside

Before leaving Ponte, to hit the streets of Hillbrow, we took the stairs down to its core.

Prima di lasciare Ponte per avventurarci nelle strade del famigerato quartiere di Hillbrow abbiamo preso le scale, giù, fino alla sua base.

Stairs

Stairs …

The building has been built into the rock that it’s now visible. Just few years ago it was impossible to spot it because it was covered by load of trash and debris until the fifth floor.

La roccia, che rappresenta la base su cui poggia l’intera struttura, fino a qualche anno fa non era visibile in quanto sepolta da anni di rifiuti non smaltiti.

ponte06_06A

and rock

I don’t know if it was the suggestion given by all the stories/legend heard about Ponte (suicide spot), or the idea of the rubbish, or the fading light inside, or the echo of our conversations but I must admit this giant from the bottom it’s quite impressive (and frightening).

Sarà stata la suggestione data dalla quantità di storie terribili sentite a riguardo (suicidi), sarà stata l’idea della spazzatura, sarà stata la poca luce che filtrava, sarà stata l’eco delle conversazioni ma devo ammettere che la visione di questo gigante dal basso è abbastanza inquietante.

ponte06_07

Scaring?

or crazy?

or crazy?

There are many articles and videos on internet right now. I’m just suggesting you a couple written by one of the guys of Dlala Nje team.

http://mg.co.za/article/2012-04-20-pontes-fourth-coming-an-urban-icon-reborn

http://mg.co.za/article/2012-11-23-00-living-with-my-head-in-the-clouds-and-loving-every-minute

Per chi fosse interessato, sul web si possono trovare molti articoli e video ovviamente in inglese. Ne segnalo giusto un paio, scritti da uno dei ragazzi del team Dlala Nje.

… to be continued …

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2 risposte a Inside the tallest cylindrical skyscraper in Africa

  1. Juliana ha detto:

    I couldn’t visit this building,. Thank you for your writing!!!
    Amazing pictures! Baci.

    "Mi piace"

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