Get into the City of Gold

One, No one, Hundred Thousand Johannesburg: Fordsburg

I’m going to start with a little premise.

One of the thing that I love to do in Joburg is to join other people in activities like “walking tours”. When you are fed up with malls and shops this is a nice way to spend a couple of hours hanging around the city centre. Since there are plenty of alternatives you have just to choose the tour that fits you, book it and show up at the meeting point.

It’s easy and you have the possibility to stick your nose into places that you would never have had the courage to explore alone.

This is the main point. Because if you feel comfortable to walk in any city in Europe (more or less) for Johannesburg this is a matter of opinion. This is a short list of some warnings that locals usually give you: you can walk but just in certain areas, in that area absolutely not, try it but not alone, during the night? are you kidding me?, no go zone, the West part of the park is not safe but the East one yes, and so on so forth.

Una, Nessuna, Centomila Johannesburg: Fordsburg

Vorrei iniziare con una premessa.

Una delle cose che più mi piace fare in questa città è partecipare ai “walking tours”. L’unica cosa di cui hai bisogno è un computer (o un telefono) e un minimo di interesse a scoprire cosa nasconde la città al di là dei suoi innumerevoli centri commerciali.

A questo punto scegli il tour che ti interessa, lo prenoti e ti presenti puntuale in una tal data, in un tal luogo. Hai così la possibilità di andare a spasso per la città e di ficcare il naso in luoghi che, sicuramente, non avresti mai avuto il coraggio di esplorare da solo.

Sì perché, se camminare può sembrare una cosa semplice in qualsiasi città europea (più o meno), per Johannesburg la faccenda è un po’ più complessa. Questi sono alcuni avvisi che la gente del posto, di solito, ti indirizza: in alcune zone sì, in alcune no, in altre solo se accompagnati, di notte assolutamente no, di notte sì ma cerca di non perderti, no go zone, vedi quel pezzo di strada tra i due palazzi? Sì, quei dieci metri scarsi, ecco cerca di evitarlo, la zona del parco a Ovest è sicura ma quella ad Est no, la vista in quella zona della città ti lascia senza fiato ma non andarci da sola, e così via. Provate a pensare ad un qualsiasi avvertimento e sicuramente potrebbe entrare nella lista.

Anyway, to came back to the point.

Few weeks ago I booked the “Spicy Fordsburg” tour with Past Experience

This is one of the oldest and, in my opinion, interesting neighbourhood in Johannesburg. Its history starts at the end of 19th century when immigrants of different ethnic groups and religions came to Johannesburg moved by the Gold Rush. Most of them were trying to make a living into the mines, someone in the building industries and someone else making trades.

Ma ritorniamo al punto.

L’occasione di visitare uno dei quartieri più antichi e, a mio avviso, più interessanti di Johannesburg mi è capitata qualche settimana fa quando ho prenotato lo “Spicy Fordsburg” tramite Past Experiences, ovvero, un tour che combina storia e tradizioni culinarie.

La storia di Forsdburg inizia alla fine del 1800 quando migranti di ogni etnia e religione iniziarono ad affluire a Johannesburg mossi dalla febbre dell’oro: chi cercando di guadagnarsi da vivere nelle miniere, chi nella costruzione della città o chi tentando la fortuna nel commercio. Ciò che è rimasto di questo passato è un mix di tradizioni che va dal Medio Oriente all’India.
This is my personal experience about Fordsburg history and food.

The meeting point was at the blue train in Mint Road. You can find the railway wagon (converted in a restaurant now) nipped between the Flea Market and the public lavatory. Don’t underestimate the historic importance of the public toilet: the dramatic ultimate event of “The Rand Revolt” took place here, in March 1922 (for more accurate details see here).

Ecco un breve riassunto della mia esperienza.

Il luogo designato per l’incontro era facilmente riconoscibile: una carrozza di treno blu adibita a ristorante (con tanto di menù appesi ai finestrini) pizzicata tra il mercato giornaliero degli ambulanti e i bagni pubblici. Ecco, non sottovalutate la loro portata storica perché è qui che, nel marzo del 1922, avvenne la fase finale della “The Rand Revolt”. Un evento sanguinoso che mise la parola fine ad una lunga serie di scioperi e scontri che aveva visto fronteggiarsi da una parte minatori e operai bianchi e dall’altra governo e compagnie minerarie (per chi volesse saperne qualcosa di più ecco un link utile).

Blue Train

Blue Train (and nice advertising on the litter bin)

From here we headed towards our first place (not exactly in that direction but you can sneak a look at the old Central Business District in the background).

 

Da qui abbiamo proseguito verso la nostra prima tappa. Ecco, non proprio in mezzo alla strada e in quella direzione però da questa prospettiva si intravede quello che, un tempo, era il quartiere degli affari.

Crossing the Main Road

Crossing the Main Road

From Africa to Asia in 2 seconds (traffic allowing). Firstly, we tasted some savoury snack …
Dall’Africa all’Asia in due secondi (traffico permettendo). Abbiamo iniziato con qualche snack speziato …

Salty and Spicy

Salty and Spicy

Abbiamo indugiato su qualche barattolo e bottiglia …
Secondarily, we wandered around bottles and cans …

Various ingredients

Various ingredients

Last but not least, we nibbled more than one pastry (this is the shop).
Abbiamo assaggiato più di qualche dolcetto (questo il negozio).

Confectionery

Shalimar Delights Confectionery

After all this delicious food, thirsty like never before, we popped in “The Juice Den”, where we drank cane juice.
A questo punto, quanto mai assetati, ci siamo diretti verso quella che per me è stata la scoperta più interessante.

The Juice Den shop

The Juice Den shop

Namely juice from sugar cane (yes not alcoholic but very sweet!).
Ovvero la spremuta ottenuta dalla canna da zucchero (sì, non è alcolica ma molto dolce!).

Squeezing cane juice

Squeezing cane juice

You can taste it plain or mixed with orange, avocado, pineapple and mango juice (my favorite). Shortly afterwards, we found out other delicious spots: we tasted Kashmiri Pink Tea, “samosas” inside Oriental Plaza and, eventually, Turkish coffee and the.

Come si vede dalla foto la canna da zucchero viene pressata e il succo raccolto in un contenitore. La si può gustare da sola oppure aggiungendo il succo d’arancia, di avocado, di ananas e di mango (il mio preferito). Il nostro tour è proseguito ancora con qualche altro assaggio tra cui il Kashmiri Pink Tea, qualche samosas all’Oriental Plaza e, per concludere, tè e caffè presso un ristorante turco.

The shop where you can taste the pink tea

The shop where you can taste a cup of pink tea

 

At the end, I should add much more. Not least that Fordsburg had been affected by the segregation policy strongly applied since the end of the forties when, in several parts of the city, the “non-white” population was forced to move with families and commercial activities somewhere else. So, in 1975, the Indian shops have been moved to the shopping centre Oriental Plaza (still operative) and most of these families moved to Lenasia, South of Johannesburg.

In conclusione, si sarebbe molto altro da aggiungere. Non da ultimo che Fordsburg risentì delle politiche di segregazione razziale operate con fermezza a partire dalla fine degli anni 40. Politiche che prevedevano lo sgombero di case e attività commerciali di “non-bianchi” per favorire la nascita e crescita di quartieri ad uso esclusivo dei “bianchi”. Un esempio concreto è l’Oriental Plaza. Reso operativo nel 1975, venne costruito dal governo con un duplice proposito: muovere il più grande numero di attività commerciali gestite dalla comunità indiana all’interno del complesso e spostare le relative famiglie a Sud di Johannesburg, presso Lenasia.

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